|
NEO VISIONARY TAROT
Alejandro Jodorowsky, artista e intellettuale cileno espertissimo dell’argomento, ha affermato che “i tarocchi sono un ponte fra due estremi, l’intuizione e la ragione, sono uno specchio dell’anima e uno strumento per conoscersi psicologicamente e storicamente, tanto che secondo me dovrebbero essere materia di studio nelle università”
I
Tarocchi sono simboli codificati dall’origine misteriosa. E’ come se fossero
sbarcati da un passato così remoto che anche l’archeologia del La carte-passaporti di questo serissimo gioco sono fatte d’immagini che richiamano agli archetipi del comportamento umano: le basi spesso instabili del nostro sentire, amare, lottare – in pratica del nostro vivere gli istinti insopprimibili alla prese spesso ferree con una ragione con la quale bisogna fare i conti.Leggere le carte con serietà serve ad approfondire – tramite una mediazione indispensabile- il nostro rapporto con il tempo, questo orologio autocaricato che ha nelle passioni, nei sentimenti e negli istinti i propri ingranaggi vitali. Vito Carta, come tanti altri artisti prima di lui – pensiamo al Mantegna- ha reinterpretato a suo modo le raffigurazioni delle 78 carte di questo magico mazzo di risposte estraibili. Da onesto biscazziere della fotografia esondante nella pittura elettronica, ha come al suo solito stravolto le prospettive, dandoci il suo personale tocco, che in modo a mio avviso abbastanza evidente ha qualche debito nei confronti del succitato Jodorowsky per quanto riguarda i suoi visionari film degli anni 70; un tocco al contempo rude e accarezzante, quello di Carta, che si muove in un sardonico grottesco; il tocco, anche, di un conoscitore non superficiale dell’argomento, che attualizza con l’aiuto delle proprie personali visioni d’incubo immagini antichissime che vengono dall’ignoto e verso l’ignoto ci dirigono.
Franz Krauspenhaar
Scrittore. L'ultimo romanzo pubblicato è Cattivo Sangue (2005), Baldini Castoldi Dalai".
|